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Sociale

Espulse. – “Violenze sessuali, molestie e abusi nelle redazioni dei media italiane”

Scrolla giù

“Espulse. Violenze sessuali, molestie e abusi nelle redazioni dei media italiane” 

Comunicazione stampa, digital e social dell’inchiesta

Contesto e obiettivi del progetto

Espulse. La stampa è dei maschi nasce per raccontare un problema strutturale nel giornalismo italiano: molestie sessuali, abusi di potere e discriminazioni di genere dentro le redazioni.

Un tema noto ma raramente affrontato in modo sistemico, spesso relegato a episodi isolati o a racconti individuali che faticano a trovare spazio. L’inchiesta, realizzata con IrpiMedia, parte da qui e costruisce un quadro molto più ampio, fatto di testimonianze, dati e conseguenze concrete sulle vite e sulle carriere delle giornaliste.

In questo contesto, la comunicazione non poteva limitarsi a “lanciare” un contenuto. Doveva rendere visibile un problema strutturale senza semplificarlo, senza trasformarlo in un caso mediatico effimero.

Attività svolte

Il lavoro di Busy Press si è concentrato su un punto preciso: fare in modo che l’inchiesta venisse letta per quello che è, cioè un’indagine su un sistema, non una raccolta di episodi.
La sfida era duplice. Da un lato, dare forza pubblica alle testimonianze senza esporre chi ha parlato. Dall’altro, evitare che il racconto venisse assorbito nelle logiche del sensazionalismo, che spesso svuotano i contenuti più complessi.
Più che generare attenzione nell’immediato, l’obiettivo era costruire riconoscibilità e fiducia nel tempo.

La Strategia

Il racconto è stato costruito mantenendo una linea chiara: niente enfasi inutile, niente titoli gridati, ma una restituzione diretta di ciò che è emerso dall’inchiesta. Le parole chiave – violenze, molestie, abusi – non sono mai state attenuate, ma nemmeno spettacolarizzate.

I canali social, in particolare il profilo Instagram del progetto, sono stati utilizzati come uno spazio di continuità narrativa. Non una vetrina, ma un luogo in cui le informazioni si stratificano: estratti di testimonianze, dati, elementi di contesto. I contenuti pubblicati restituiscono con chiarezza la natura delle violenze raccontate – dai ricatti sessuali alle aggressioni fisiche – mantenendo sempre l’anonimato e la tutela delle fonti.

Parallelamente, l’ufficio stampa ha lavorato per posizionare l’inchiesta all’interno del dibattito giornalistico e non solo. Il comunicato stampa è stato costruito per sostenere la solidità del lavoro, mettendo al centro il numero delle interviste, la metodologia e le conseguenze documentate, evitando qualsiasi deriva narrativa più emotiva che informativa.
La relazione con i media è stata gestita privilegiando contesti in cui il progetto potesse essere approfondito, piuttosto che semplicemente citato.

Impatto

L’impatto non si misura solo in termini di visibilità. Il progetto ha contribuito a rendere leggibile un fenomeno spesso frammentato, mettendo in relazione esperienze che altrimenti sarebbero rimaste isolate.

Le testimonianze raccolte parlano di violenze fisiche, molestie verbali, ricatti sessuali e discriminazioni diffuse, spesso esercitate da figure di potere all’interno delle redazioni. Raccontano anche le conseguenze: interruzioni di carriera, perdita di reddito, effetti profondi sulla salute mentale e fisica.
La comunicazione ha permesso a questi elementi di emergere senza essere distorti, mantenendo il focus sul sistema e non sul singolo caso.
Nel tempo, il progetto ha costruito uno spazio riconoscibile, capace di attivare attenzione, confronto e nuove prese di parola.